Il fratello di Nicki Minaj è stato ritenuto colpevole di aver abusato sessualmente di una bambina di appena 12 anni.

I fatti risalgono al 2015 quando Jelami Maraj - decidendo di non collaborare con la giustizia -, venne arrestato nel dicembre dello stesso anno.

Dei tre iniziali capi d’accusa che pendevano su di lui, uno decadde nel momento in cui l’intero caso venne analizzato dalla corte.

Giovedì, 9 novembre, il fratello della rapper è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale e pedofilia, e ora rischia fino 25 anni di carcere.

La sentenza verrà letta il 14 dicembre, mentre il legale di Maraj ha già annunciato che farà ricorso.

Intanto Madeline Singas, giudice del distretto della conte di Nassau, ha dichiarato: 'Speriamo che il verdetto di oggi possa aiutare la famiglia ad affrontare il processo di guarigione'.

Durante il processo, il legale di Maraj ha sostenuto che la madre della bambina, l’ex moglie Jaqueline Robinson, tentò di ricattarlo chiedendogli 25 milioni di dollari per il suo silenzio, a soli quattro mesi dal loro matrimonio.

La Robinson, che ha chiesto il divorzio l’anno scorso, ha smentito le dichiarazioni durante la sua testimonianza, appoggiata dalla vittima e dal fratellino, che ha ammesso di aver visto Maraj approcciare e aggredire la bambina.

Nicki non ha mai parlato pubblicamente della faccenda, ma, dopo la prima scarcerazione, offrì al fratello uno delle sue case, facendosi carico dei 100mila dollari (85mila euro circa) per la cauzione.

La Minaj però non si è mai presentata in tribunale durante il processo.

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