È stato ufficialmente rilasciato il certificato di morte di Avicii.

Il DJ, il cui vero nome era Tim Bergling, è stato ritrovato privo di vita in un hotel in Oman ad aprile. All’epoca non venne resa nota la causa della morte, sebbene, con un comunicato la famiglia, lasciò intendere che si fosse trattato di suicidio.

Nel documento, ottenuto da TMZ, si leggono il nome e la data di nascita e di morte (20 aprile 2018), ma non è presente nessun riferimento al referto del medico legale.

Nella nota, diffusa a maggio, i famigliari hanno dichiarato che la star della musica elettronica 'non riusciva più ad andare avanti'.

'Il nostro amato Tim (il vero nome di Avicii, ndr) era un ricercatore, una fragile anima artistica in cerca di risposte a domande esistenziali, un perfezionista estremo che lavorava e viaggiava ad un ritmo talmente alto da avere uno stress enorme. Quando ha smesso di fare tour voleva trovare un equilibrio per essere felice e fare la cosa che più amava: la musica', si leggeva nel comunicato.

E ancora: 'Ha pensato molto al significato della vita e della felicità. Non poteva più andare avanti, voleva trovare la pace. Tim non era fatto per quella macchina da business in cui si è trovato, era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan, ma evitava i riflettori'.

I medici legali hanno sottoposto il corpo di Avicii a due autopsie, mentre la polizia dell’Oman ha escluso la pista della morte violenta.

Avicii aveva abusato in passato di alcol e sostanze. A causa dei suoi problemi di salute aveva rinunciato ai tour.

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